Agire sulla mobilità per rilanciare il Malcantone

Agire sulla mobilità per rilanciare il Malcantone

di Simone Boraschi, consigliere comunale e vice presidente della Sezione

Il Malcantone è una regione ad alto potenziale. Ha una vocazione turistica; fornisce condizioni abitative di tutto rispetto, malgrado si trovi nella periferia della Grande Lugano e possiede uno tra più splendidi paesaggi di tutto il cantone, ricco di boschi e zone di valenza nazionale come la foce della Magliasina e il Monte di Caslano solo per citarne alcuni. Tutti elementi di valore che vengono messi in ombra da un grande problema riassumibile in una sola parola: traffico.

25'000 vetture ogni giorno passano tra  Agno e Caslano rendendo la strada satura e le colonne all’ordine del giorno. La conclusione è di facile intuizione: tutti i comuni della zona, da Agno a Monteggio passando per Ponte Tresa, sono de facto poco attrattivi malgrado siano dotati di tutti i servizi che un comune deve avere. Non manca nulla: scuole, case anziani (già presente a Castelrotto e prossimamente anche a Caslano), ospedali, trasporti pubblici, Bagni pubblici e tanto altro. Ma con questo traffico, essere attrattivi come comune non è semplice. Il vettore principale del trasporto pubblico, ovvero la linea ferroviaria Lugano – Ponte Tresa, ha raggiunto da anni la sua massima capienza strutturale e non riesce ad aumentare corse e carrozze per far fronte al problema. Il costo finanziario da un lato e la morfologia della regione dall’altro rendono ardua l’impresa. Ma quali sono le proposte per migliorare la situazione viaria? Come ovviare al problema e su cosa occorre lavorare?

Da decenni si attende la realizzazione della circonvallazione che dovrebbe quanto meno alleviare le pene dei numerosi Malcantonesi fermi in perenne colonna. Ma in tempi brevi non si farà nulla, visto che il Consigliere di Stato Claudio Zali, con il pretesto di studiare varianti alternative maggiormente sopportabili, ha mandato tutto alle calende greche. Forse per l’autunno di quest’anno si riuscirà a sbrogliare la matassa, ma al momento la situazione rimane in stallo. Senza poi calcolare l’incognita della nuova variante che rischia di non essere vista di buon occhio da tutti i comuni toccati e da quelli che nutrono degli interessi verso il progetto. Non dobbiamo però rassegnare al fatto che solo una circonvallazione permetterà di migliorare la situazione.

Infatti, a fare da contraltare alla circonvallazione si dovranno trovare le future linee ferroviarie Bioggio – Lugano e Bioggio – Manno che dovrebbero essere in funzione a partire dal 2027, linee che sono oggetto di una mozione presentata in questi giorni dal gran consigliere Raoul Ghisletta e che chiede di velocizzare il loro iter, assieme a quello per tutto il comparto della Città di Lugano. Lo scopo del progetto deve essere quello di  fornire un servizio attrattivo per numerose persone che lavorano sulla piana del Vedeggio e che potranno usufruire della nuova linea lasciando la macchina a casa in modo da sgravare in modo importante la strada cantonale. Infatti la piana del Vedeggio possiede un’alta concentrazione di ditte sul suo territorio e questo genera un potenziale non indifferente per il trasporto pubblico. Oggi sono circa 1500 le persone che giornalmente si spostano con i mezzi pubblici sulla piana del Vedeggio. Un domani, il loro numero potrebbe aumentare fino a oltre 2500,  secondo uno studio di fattibilità. Sulla medesima linea, ma nella tratta Ponte Tresa – Caslano, l’aumento si dovrebbe attestare sulle 900 unità portando a un traffico giornaliero di circa 7'200 persone. Viste queste prospettive, occorre insistere a favore di una rete di trasporto pubblico intelligente e capace di togliere il maggior numero di pendolari dalla strada. Lavorare solo sulla linea non basta. Occorrono le strutture complementari come parcheggi Park & Ride, percorsi ciclabili intercomunali accompagnati con il bike -sharing e nodi intermodali capaci di garantire coincidenze con gli altri attori (ad esempio con la Posta o la TPL) per offrire nuove possibilità di movimento a tutte le fasce della popolazione. Garantendo questo genere di investimenti e la loro celerità nella realizzazione possiamo contribuire a migliorare la situazione, per noi e per chi dopo di noi abiterà in questa bella regione, evitando l’attuale stato di stallo divenuto oramai un tratto caratteristico delle nostre parti.